Mi chiamo Kasia Pieniawska — sono architetta del paesaggio. Lavoro nel campo delle relazioni: tra la terra e il corpo, tra la memoria del luogo e la sua forma futura. Il mio percorso inizia in Polonia, dove dal 2014, all’interno di Orenda, ho immaginato e costruito giardini e spazi verdi condivisi. È stato un tempo di apprendimento della forma e della materia. Con gli anni, la progettazione ha smesso di essere per me semplice composizione: è diventata una pratica di ascolto, di attenzione e di dialogo con ciò che già esiste. Il trasferimento in Italia ha aperto un nuovo capitolo. L’incontro con un paesaggio stratificato, segnato da storia e cultura, ha spostato il mio sguardo verso ciò che non è immediatamente visibile: la memoria del luogo, il suo ritmo, la sua energia. Da questa esperienza nasce Studio Natura in Movimento (StudioNIM) — una pratica che mette in relazione spazio e presenza, dove la natura non è sfondo ma soggetto attivo, e il suo movimento diventa principio generativo della forma. Lavoro tra architettura del paesaggio, arte e artigianato, con un approccio vicino alla land art. Non imposto forme: cerco di farle emergere. Ogni progetto nasce dall’osservazione attenta del luogo — del terreno, della vegetazione, del microclima, delle relazioni umane e non umane che lo attraversano. Mi interessano in particolare gli spazi condivisi: aperti, accessibili, capaci di generare relazione. Li considero organismi viventi e campi di esperienza allo stesso tempo — luoghi di incontro, coesistenza e consapevolezza. Al centro del mio lavoro ci sono la biodiversità e il rispetto profondo per il carattere locale dei luoghi. La progettazione è per me un processo di coesistenza: con la natura, con le persone e con ciò che il luogo rende possibile.
Studio Natura in Movimento è una pratica in cui il giardino diventa esperienza.
Mi chiamo Kasia Pieniawska — sono architetta del paesaggio. Lavoro nel campo delle relazioni: tra la terra e il corpo, tra la memoria del luogo e la sua forma futura. Il mio percorso inizia in Polonia, dove dal 2014, all’interno di Orenda, ho immaginato e costruito giardini e spazi verdi condivisi. È stato un tempo di apprendimento della forma e della materia. Con gli anni, la progettazione ha smesso di essere per me semplice composizione: è diventata una pratica di ascolto, di attenzione e di dialogo con ciò che già esiste. Il trasferimento in Italia ha aperto un nuovo capitolo. L’incontro con un paesaggio stratificato, segnato da storia e cultura, ha spostato il mio sguardo verso ciò che non è immediatamente visibile: la memoria del luogo, il suo ritmo, la sua energia. Da questa esperienza nasce Studio Natura in Movimento (StudioNIM) — una pratica che mette in relazione spazio e presenza, dove la natura non è sfondo ma soggetto attivo, e il suo movimento diventa principio generativo della forma. Lavoro tra architettura del paesaggio, arte e artigianato, con un approccio vicino alla land art. Non imposto forme: cerco di farle emergere. Ogni progetto nasce dall’osservazione attenta del luogo — del terreno, della vegetazione, del microclima, delle relazioni umane e non umane che lo attraversano. Mi interessano in particolare gli spazi condivisi: aperti, accessibili, capaci di generare relazione. Li considero organismi viventi e campi di esperienza allo stesso tempo — luoghi di incontro, coesistenza e consapevolezza. Al centro del mio lavoro ci sono la biodiversità e il rispetto profondo per il carattere locale dei luoghi. La progettazione è per me un processo di coesistenza: con la natura, con le persone e con ciò che il luogo rende possibile.
Studio Natura in Movimento è una pratica in cui il giardino diventa esperienza.
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