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Collaborare oltre i confini

Wipsowo, regione della Varmia-Masuria, Polonia Collaborazione: StudioNIM × Dotlenieni.org × Provident × Distretto Forestale di Wipsowo

La progettazione del paesaggio non sempre nasce da un progetto.

A volte nasce dall’incontro tra persone che, nella vita quotidiana, lavorano in ambiti completamente diversi: un’organizzazione sociale, un’azienda, un’istituzione forestale, una comunità locale e professionisti che si occupano di progettazione del paesaggio.

È questo il carattere che ha avuto la mia collaborazione con Dotlenieni.org, organizzazione con sede a Wrocław, con la quale ho partecipato a un progetto di piantumazione forestale nel territorio del Distretto Forestale di Wipsowo, nella regione della Varmia-Masuria.

All’iniziativa hanno partecipato anche Provident, i dipendenti del Distretto Forestale e la comunità locale.

Non solo piantare alberi

Nel corso dell’iniziativa sono stati piantati circa 40.000 alberi, su una superficie equivalente a quasi dodici campi da calcio.

Il numero è certamente significativo, ma non è questo l’aspetto che considero più importante.

Più interessante è stato vedere come, intorno a un’unica azione, si siano incontrate persone con prospettive e competenze diverse.

Il personale del Distretto Forestale ha messo a disposizione la propria conoscenza del territorio, delle condizioni del suolo, delle specie e delle modalità di gestione del bosco. Dotlenieni.org ha curato l’organizzazione dell’iniziativa, l’educazione ambientale e il coinvolgimento dei partecipanti. L’azienda ha reso possibile il progetto attraverso un’attività di volontariato e la comunità locale è stata invitata a partecipare concretamente.

Per me è stata soprattutto un’esperienza di collaborazione tra mondi diversi.

Il paesaggio come responsabilità condivisa

Come architetta del paesaggio, guardo alla piantumazione degli alberi non soltanto come all’atto di mettere a dimora delle piante.

Un bosco è un ecosistema complesso, il cui sviluppo dipende da molti più fattori del semplice numero di alberi piantati. Sono fondamentali, tra le altre cose, la scelta delle specie, le caratteristiche del sito, le condizioni del suolo, la gestione nel tempo e la capacità dell’ecosistema di evolvere autonomamente.

Per questo non considero iniziative di questo tipo come una soluzione semplice ai problemi ambientali. Piantare alberi in un’unica giornata non può sostituire una visione complessiva del paesaggio, né la protezione degli ecosistemi già esistenti.

Allo stesso tempo, lavorare insieme in un bosco può diventare un’esperienza importante di conoscenza e di educazione. Permette di comprendere quanto sapere, lavoro e tempo siano necessari perché un paesaggio possa svilupparsi.

Dall’azione al dialogo

La collaborazione con Dotlenieni.org è stata interessante proprio perché ha messo in relazione diversi modi di guardare all’ambiente.

L’organizzazione lavora all’incrocio tra educazione ambientale, volontariato e collaborazione con il mondo delle imprese, coinvolgendo nei propri progetti anche istituzioni e comunità locali.

Esperienze di questo tipo mostrano che la cura del paesaggio non è responsabilità esclusiva dell’architetto o del progettista.

Richiede la collaborazione di molte persone: di chi conosce il territorio, di chi possiede competenze ecologiche e forestali, di chi sa costruire percorsi di partecipazione, e di chi può sostenere e rendere possibili queste iniziative.

Lavorare insieme

L’aspetto più significativo di questa esperienza è stata proprio la possibilità di lavorare insieme, al di fuori dei propri ambiti professionali e delle proprie competenze abituali.

Non si trattava di creare un progetto spettacolare, ma di partecipare a un processo capace di mettere in relazione persone diverse attorno a un luogo e a un’azione concreta.

Credo che proprio questi incontri possano contribuire a sviluppare un modo più responsabile di pensare il paesaggio: non come una decorazione da progettare, ma come un sistema vivente di cui siamo tutti, in forme diverse, responsabili.

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